Legge sulle epidemie

Gli svizzeri, la legge sulle epidemie e l’industria farmaceutica

L’esempio di revisione totale (LEpr) della legge sulle epidemie (LEp) in grado di dimostrare ai cittadini svizzeri, italiani, ecc, come il Regolamento sanitario internazionale (RSI) dell‘ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dimostra il trasferimento di competenze assolute cioè senza restrizioni al Direttore generale del OMS da parte degli stati che sottoscrivono il contratto. In questo modo l’industria farmaceutica, usando la sua influenza sull‘ OMS, ottiene di fatto una procura generale al di sopra dei cittadini di tutti gli stati contraenti (Svizzeri inclusi).


La legge sulle epidemie (LEp) e l'regolamento sanitario internazionale (RSI) Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)RSI originale in francese

„Must read“ se si vive in uno stato con un contratto già valido con il RSI del OMS o ne sta negoziando l’affiliazione.

L’RSI (Art. 49) e LEpr (Art. 80.3 + 6.1.b + 8.2) sottomettono la Svizzera al comando assoluto del Direttore Generale:

RSI Art. 49 et la LEpr Art. 80.3 + 6.1.b + 8.2 (cliccate):
RSI: Stati partecipanti:

L’analisi che segue può essere di interesse per i cittadini degli Stati Uniti in particolare, perché gli Stati Uniti e la Svizzera hanno in comune sistemi politici molto simili.

 

Un chiaro NO alla revisione totale della legge sulle epidemie

di Henriette Hanke Güttinger, storica; Dr. med. Susanne Lippmann-Rieder; Dr. Marianne Wüthrich, dott. in diritto; Discoro libero

La revisione totale (LEpr) della legge sulle epidemie (LEp) è un nuovo tentativo di privare in larga misura i cantoni della loro competenza relativa all’eccellente sanità pubblica svizzera1 per sottometterla al controllo centrale della Confederazione. Sebbene il Parlamento nell’autunno del 2012 abbia bocciato la legge federale sulla prevenzione e sulla promozione della salute, nella LEpr riappaiono le medesime richieste: minaccia del federalismo e influenza dello Stato sul comportamento dei cittadini. Procedendo in tal modo si trasgredisce la volontà del popolo sovrano. I cittadini svizzeri sanno prendersi le loro responsabilità e non vogliono essere influenzati nel loro comportamento. Essi sono fedeli alla struttura federale del loro paese.

Diversi comitati di cittadini hanno raccolto con grande successo le firme per il referendum (quasi 80’000), cosicché il 22 settembre 2013 il popolo potrà votare sulla revisione della legge sulle epidemie.

In breve i nostri argomenti:

1. La Svizzera dispone già di un’eccellente Legge sulle epidemie

Alla Svizzera non serve una revisione della Legge sulle epidemie! La LEp dal 18 settembre 1970 (ultimo adattamento nel 2008) è eccellente e copre tutte le eventualità. Ha dato buona prova di sé da più di 40 anni ed è stata adattata di continuo alle sfide infettivologiche. Esaudisce in modo completo l’obiettivo di combattere le malattie trasmettibili dell’uomo. Il contenuto della legge è comprensibile per ogni cittadino e garantisce un alto grado di sicurezza per tutti. Le competenze e i compiti sono regolati in modo chiaro, secondo le regole del nostro sistema federale svizzero. La LEp si basa sulle conoscenze scientifiche della medicina. I diritti della personalità sono rispettati.

2. L’accentramento è in contrasto con la concezione dello Stato svizzero2

Secondo il principio della sussidiarietà, essenza del federalismo, i cantoni regolano i loro affari da soli: la Confederazione interviene solo laddove i cantoni non sono in grado di far fronte ai loro compiti. Troviamo lo stesso principio nel rapporto tra cantoni e comuni.

Il progetto di legge sulle epidemie costituirebbe un cambiamento di paradigma. La sanità pubblica, oggi di competenza dei cantoni, verrebbe loro in gran parte sottratta e subordinata alla Confederazione. I comuni e i cantoni sarebbero degradati a semplici esecutori delle disposizioni provenienti dal potere centrale.

Il Consiglio federale progetta questo passo sconcertante «Per affermare il ruolo direttore della Confederazione». (Messaggio sulla revisione della LEp, pag. 308)
Il fatto che la Confederazione vari una legge per aumentare il proprio potere è antidemocratico e contrario al nostro principio federale. Il popolo è sovrano e non vuole essere pilotato in nessuna direzione.

3. «Tutto il potere all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP)» – il potere esorbitante di un despota assolutista

Nella legge sulle epidemie revisionata il potere assunto dall’UFSP è più che evidente. È possibile che un semplice Ufficio federale possa assumere in tutto il paese il ruolo di centrale di comando nei confronto dei cantoni e della popolazione, facendo il bello e il cattivo tempo? Una cosa così fin’ora in Svizzera non si è mai vista!

Secondo la LEp revisionata l’UFSP potrebbe per esempio imporre a tutta la Svizzera i suoi programmi nazionali (art. 5)3, potrebbe dettare ai cantoni quali provvedimenti dovrebbero adottare nei confronti della popolazione (art. 8)4 e secondo il messaggio del Consiglio federale (pag. 340) potrebbe organizzare «campagne su larga scala per influire sui comportamenti». L’UFSP sarebbe autorizzato a raccogliere in ogni momento i dati personali relativi alla nostra salute in un sistema d’informazione (schede) e a trasmetterli perfino alle autorità di altri Stati e a organizzazioni sopranazionali e internazionali (art. 60, art. 62)5. Un tale potere esorbitante ci ricorda il «Comitée de salut public» ai tempi della rivoluzione francese. Ci ricorda anche gli Stati totalitari che controllano le sfere più intime dei loro cittadini; in questi ultimi tempi anche il ministero americano della sicurezza interna.

Parlando chiaro: con lo scioglimento della separazione dei poteri e la degradazione dei cantoni a istanze subordinate per l’esecuzione di ordini, il nuovo progetto di legge sulle Epidemie permetterebbe all’UFSP di assumere il potere come un despota assolutista che determinerebbe le basi per la lotta contro le epidemie (funzione legislativa), nello stesso tempo darebbe le direttive sul da farsi ai cantoni, alla popolazione, al personale sanitario e ai laboratori (funzione esecutiva) e da ultimo «sorveglierebbe» e «valuterebbe» i propri soprusi (funzione giudiziaria).

4. Nessun diritto d’urgenza nella vita quotidiana!

Nella LEp le misure coercitive da parte delle autorità restano limitate a circostanze «eccezionali».6 L’articolo 10 della LEp si basa sul diritto del Consiglio federale di emanare ordinanze in casi eccezionali, secondo l’art. 185 capoverso 3 della Costituzione federale7. La validità di tali ordinanze dev’essere limitata nel tempo.

Con l’art. 6 della LEpr si introdurrebbe qualcosa di nuovo: la «situazione particolare». Con ciò si rende possibile la violazione senza precedenti dei nostri diritti personali. Sotto questo termine di situazione particolare cadrebbe anche una «pandemia d’influenza moderata»8, un termine troppo vago sotto il quale si potrebbe classificare anche l’ondata annuale d’influenza. Il Consiglio federale potrebbe adottare misure coercitive senza dover ricorrere al diritto d’urgenza. Così nel messaggio del Consiglio federale si legge (pag. 335): «In situazioni particolari il nostro Collegio avrà ora la competenza di dichiarare obbligatorie le vaccinazioni per determinati gruppi di popolazione.»

Con l’art. 6b della LEpr l’OMS (Organizzazione mondiale della salute) otterrebbe per la prima volta una competenza decisionale, ancorata in seno al diritto svizzero.
«Art 6 ‹situazione particolare›, capoverso 1: Vi è una situazione particolare se: […] b. l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha accertato l’esistenza di una situazione sanitaria d’emergenza di portata internazionale che rappresenta una minaccia per la salute pubblica in Svizzera.»
Una tale legge, con la quale la Svizzera cede a un’organizzazione internazionale competenze decisionali nazionali e con ciò parte della sua sovranità, fino ad oggi non c’è mai stata.

Ricordiamo questo: nel 2009 l’OMS ha dichiarato il più alto grado di pandemia per l’influenza suina – con tutte le conseguenze per la Svizzera. Più tardi si è constatato che l’influenza suina era meno pericolosa di una normale influenza stagionale. Immaginiamoci cosa sarebbe successo se fossero stati vaccinati obbligatoriamente, con vaccini prodotti d’urgenza e non verificati, i nostri bambini, in quanto gruppo di popolazione a rischio, o gli anziani, o le donne in gravidanza.

Da quando si dispone di migliori informazioni sull’interdipendenza dell’industria farmaceutica con l’OMS, sono leciti seri dubbi nei confronti di questa legge.
Vi ricordate il medicamento Tamiflu, chiamato in lingua popolare Ramiflu, di cui ha beneficiato solo l’ex ministro americano della difesa Rumsfeld grazie alla sua partecipazione finanziaria?9 Su raccomandazione dell’OMS la Svizzera in ambito dell’influenza aviaria e suina aveva acquistato Tamiflu per 4 milioni di franchi e vaccini contro l’influenza suina per 56 milioni. Più tardi gran parte di questi medicamenti dovettero essere inceneriti come rifiuti speciali. Queste operazioni non hanno causato altro che spese, sopportate dai contribuenti.

5. Creare fiducia nella cittadinanza invece di influire sui comportamenti

In Svizzera siamo abituati alla riflessione comune e alla partecipazione attiva. Se riceviamo informazioni oggettivamente fondate, ognuno ne tira le conclusioni convenienti per il suo modo di vivere. Cosa assolutamente garantita dalla LEp.10

Nella LEp revisionata invece sono previsti nuovi vasti programmi nazionali (cfr. art. 5, 11, 19, 20 e 21) per «influire sul comportamento» della popolazione. Ci si ricorderà delle campagne dell’UFSP: «Consulta il medico se la tua proboscide ha il raffreddore» o «Non consumare droghe se non stai bene» – un modo di parlare che si adatta forse al livello intellettuale dei suoi creatori, ma non della popolazione svizzera. Ecco la citazione originale del messaggio del Consiglio federale, pag. 340: «Altri provvedimenti sono intesi a […] organizzare campagne su larga scala per influire sui comportamenti.»

Non abbiamo bisogno né di «essere influenzati nei nostri comportamenti» né di essere telecomandati da un qualsiasi Ufficio federale! Una misura di risparmio utile per il nostro governo sarebbe quella di sopprimere tutti i programmi nazionali e i relativi consulenti in relazioni pubbliche impiegati, per poi investire i soldi risparmiati in modo sensato.

6. Nessuna vaccinazione coercitiva

Con la LEpr le vaccinazioni coercitive vengono adottate già in presenza di una «situazione particolare» (art. 6). All’art. 21 «Promozione delle vaccinazioni» le vaccinazioni coercitive sono previste perfino in situazioni normali: «I Cantoni promuovono le vaccinazioni: […]c. provvedendo affinché le persone interessate dalle raccomandazioni di vaccinazione siano vaccinate in modo completo.»

Parlando chiaro ciò significa che con questa legge ci troveremmo in uno Stato coercitivo, rispettivamente in una dittatura della salute.11 Dal punto di vista giuridico ogni vaccinazione (iniezione) è una lesione personale.12 Perciò ognuno deve poter decidere in libertà se vuole lasciarsi vaccinare da un medico di sua fiducia. La decisione di persone che per ragioni personali, morali o religiosi non vogliono vaccinarsi deve essere rispettata. Ora, con uno strumento coercitivo centralizzato, si vogliono imporre gli art. 6 e 21 del nuovo progetto di legge contro la volontà dell’individuo. La maggior parte della popolazione è favorevole a vaccinazioni ragionevoli, ma è contraria alla coercizione.

La popolazione svizzera ha vissuto i segni precursori di tali sgradevoli aspirazioni durante lo scorso inverno, quando in certi ospedali è stata introdotta la marcatura del personale non vaccinato.13
Si è visto che con un’informazione accurata della popolazione relativamente alle vaccinazioni si è riusciti a debellare le malattie con successo su base volontaria, per esempio nel caso della poliomielite.14

7. Nessuna sorveglianza, nessuna trasmissione di dati

Tenendo conto di diverse informazioni inquietanti sulla raccolta illegale di dati elettronici in campo mondiale da parte di servizi segreti, diversi articoli della LEp revisionata danno adito a grande preoccupazione: così l’art. 59, che prevede lo scambio di dati personali tra la Confederazione e i cantoni in una misura non compatibile con uno Stato di diritto liberale (per esempio informazioni su itinerari di viaggio, luoghi di soggiorno e contatti con persone, animali e oggetti). O l’art. 60, secondo il quale l’UFSP vorrebbe allestire uno schedario «su persone malate, sospette malate, contagiate, sospette contagiate o che espellono agenti patogeni.»

In modo particolare è allarmante la pubblicazione di dati personali, compresi dati sulla salute, ad autorità straniere come pure a organizzazioni sopranazionali e internazionali (art. 62). Non vogliamo l’internazionalizzazione della nostra sfera privata!

La banca dati eHealth-online in campo europeo è già in fase di progettazione. Il corrispondente progetto pilota in Svizzera è il libretto di vaccinazione elettronico. Si vuole forse con la LEpr rendere obbligatorio questo progetto fin’ora su base facoltativa? Questo potrebbe rendere buoni servizi all’applicazione dell’art. 21, capoverso c della LEpr: i cantoni quali aiuto-esecutori di direttive: «provvedendo affinché le persone interessate dalle raccomandazioni di vaccinazione siano vaccinate in modo completo».

8. Valanga di costi per la Confederazione e i cantoni

Tutte queste nuove invenzioni non sarebbero gratuite. Secondo il messaggio del Consiglio federale a partire dal 2013 già in tempi normali costerebbero 4.4 milioni di franchi all’anno e 3 posti di lavoro a tempo pieno in più di oggi.15 In situazioni particolari, per esempio ogni inverno durante l’ondata di influenza, sarebbero naturalmente necessarie somme ben più consistenti. Sulla provenienza di questi soldi il Consiglio federale non si pronuncia.
Sebbene i cantoni siano degradati a esecutori di disposizioni, non sono al riparo dei costi supplementari di almeno 4 milioni di franchi o del 10.7% – così si legge nel messaggio (pag. 440).

E come se non bastasse, l’industria farmaceutica con l’art. 70 della LEp revisionata riceverebbe dalla Confederazione un assegno in bianco per la copertura dei danni che potrebbero nascere a causa dell’applicazione di un medicamento ordinato o raccomandato dalla Confederazione! Questa regolamentazione esiste già nella legge in vigore, pensiamo che si dovrebbe sopprimerla.

9. Per la salute della popolazione o per riempire le casse dell’industria farmaceutica?16

L’art. 6 della LEpr concede all’OMS il diritto di determinare quando per la Svizzera esiste «una minaccia per la salute pubblica». Con la crescente influenza dell’industria farmaceutica e di finanziatori privati sull’OMS, quest’ultima non è più indipendente e c’è il pericolo che si allontani dagli obiettivi originari. L’OMS sviluppa le sue raccomandazioni relative alle vaccinazioni sotto gli occhi dell’industria farmaceutica globale. Il SAGE (Strategic Advisory Group of Experts on Immunization)17 dell’OMS, che determina i gradi di pandemie, ha forti legami d’interesse con l’industria farmaceutica. Inoltre l’OMS dipende sempre di più da finanziatori privati. Così per esempio nel Tages-Anzeiger del 22 febbraio 2013 apparve un articolo intitolato: «Bill Gates domina sempre di più l’OMS.»

In America le nuove leggi in ambito di salute pubblica sono sempre state create in relazione agli interessi dell’industria farmaceutica e alle posizioni della politica.18 Questo da noi si chiama politica clientelare o nepotismo. È lecito chiedersi in che misura gli interessi dell’industria farmaceutica siano stati in gioco anche per l’elaborazione della LEpr.

10. Qual è la provenienza della revisione totale della LEp impostaci dall’esterno?

Siccome questo progetto di legge si presenta in una veste assolutamente estranea alla Svizzera, abbiamo fatto delle ricerche sull’origine di questo approccio fondamentalmente totalitario. Abbiamo così scoperto l’attività della sociologa e politologa tedesca Ilona Kickbusch19, tra l’altro consulente dell’UFSP. Accanto a Thoma Zeltener ella ha già assistito la creazione della legge sulla prevenzione20. Si noti: Ilona Kickbusch non proviene dalla facoltà di medicina e le manca completamente la comprensione per il funzionamento del sistema di Stato e della sanità pubblica su base federale.

In quanto a sociologa e politologa ha un approccio socio-politico e non medico-sanitario. Essa si basa sugli approcci tra l’altro sorpassati del teorico della terza via Anthony Giddens e su Georg Bateson, che dopo la Seconda Guerra mondiale, come antropologo culturale al servizio della CIA, preparò il terreno per l’egemonia degli USA. La sua attività di consulenza in diverse organizzazioni della sanità nazionale e internazionale non sembra essere motivata da una vera preoccupazione per la salute. Il «Graduate Institute Geneva», dove funge da direttrice nell’ambito Global Health, collabora tra l’altro con la Novartis Foundation for sustainable development ed è cofinanziata dalla Fondazione Rockefeller21.

 

Nota in calce:

01 «OECD und WHO halten fest, dass das Schweizerische Gesundheitssystem im internationalen Vergleich zu den besten gehört.» Stefan Spycher, OECD-WHO-Analyse des schweizerischen Gesundheitssystems: Alter Wein in neuen Schläuchen?, in: Die Volkswirtschaft, 3–2012, p. 45.

02 Legge federale per la lotta contro le malattie trasmissibili dell’uomo (Legge sulle epidemie) del 18 settembre 1970 (Stato 1o gennaio 2013).

03 Art. 5 LEpr: «programmi nazionali: […] capoverso 2: Nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni provvedono all’attuazione dei programmi nazionali.»

04 Art. 8 LEpr: «Provvedimenti preparatori […] capoverso 2: In vista di un pericolo particolare per la salute pubblica l’UFSP può ordinare ai Cantoni di prendere determinati provvedimenti, in particolare: […].»

05 cfr. «In breve i nostri argomenti», punto 7: Nessuna sorveglianza, nessuna trasmissione di dati». Il servizio segreto americano NSA ne sarebbe di sicuro molto lieto (cfr. affare NSA del giugno 2013).

06 Art. 10, capoverso 1 LEp: «Qualora circostanze straordinarie lo esigano, il Consiglio federale può ordinare i provvedimenti necessari, applicabili a tutte o a singole parti del territorio nazionale.»

07 Art. 185 CF: «Sicurezza esterna e interna», capoverso 3 «Fondandosi direttamente sul presente articolo, può [il Consiglio federale] emanare ordinanze e decisioni per far fronte a gravi turbamenti, esistenti o imminenti, dell’ordine pubblico o della sicurezza interna o esterna. La validità di tali ordinanze dev’essere limitata nel tempo.»

08 Messaggio del Consiglio federale pag. 334

09 «Kauft Ihr Land auch ‹Rummy Flu› für x Millionen?», Dr med. D. Güntert, Zeit-Fragen del 27/11/06

10 LEp, art. 3: «Informazione 1 L‘Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), fondandosi sulle dichiarazioni previste all‘articolo 27, pubblica rilevamenti settimanali, mensili e annuali.2 All‘occorrenza, esso informa le autorità, il corpo medico e il pubblico mediante altre comunicazioni.3 L‘UFSP pubblica direttive concernenti la lotta contro le malattie trasmissibili e l‘utilizzazione di agenti patogeni e le aggiorna secondo le nuove conoscenze scientifiche.»

11 cfr. Juli Zeh, Corpus Delicti – ein Prozess,
Francoforte sul-Meno, 2009.

12 «La medicina odierna tratta il paziente come persona indipendente. Prima di ogni intervento egli deve essere informato dal suo medico in modo completo e preciso su tutti i rischi che possono derivarne e deve dare il suo consenso in libertà e autonomia. Questo dovere d’informazione e di consenso deve valere anche per le vaccinazioni. Vaccinazioni di massa e coercitive rappresentano perciò già un problema per se stesso per la democrazia. Nel mondo di oggi la fiducia è già talmente rovinata in così tanti ambiti, che non possiamo permettere che ciò avvenga anche in campo sanitario.» Zeit-Fragen del 19.8.2009.

13 Ospedale cantonale di Ginevra, inverno 2012-2013: in ambito dell’onda di influenza annuale il personale che non si era vaccinato dovette portare un bottone marrone con la scritta «porto una maschera per proteggervi», «Genfer Pflegende wehren sich gegen Impf-Abzeichen», Tages Anzeiger del 13.11.2012.

14 Dr. med. A. Bau, «Freiwillige Schluckimpfung führt zur Ausrottung der Kinderlähmung»

15 In aggiunta all’aumento di sei posti di lavoro a tempo pieno concessi poco tempo fa all’UFSP dal Consigliere federale Berset.

16 Klaus Hartmann, Impfen bis der Arzt kommt. Wenn bei Pharmakonzernen Profit über Gesundheit geht, München 2012

17 Michael Winckler, Das Impf-Kartell, Die Akte Schweinegrippe, Tübingen 2009, p. 48 sq.

18 Marcia Angell (ex capo-redattrice del New England Journal of Medicine), The Truth About the Drug Companies, 2004.

19 Durante i suoi studi a Costanza frequentava l’ala studentesca di sinistra e del centro, poi fece una carriera fulminante, o si dovrebbe forse parlare di una «marcia attraverso le istituzioni»? Ha lavorato per diversi anni alla sede principale dell’OMS a Ginevra e dispone di una vasta attività di consulente in Svizzera (UFSP, fondazione Careum, Public Health Suisse, Stiftung Gesundheitsförderung Schweiz) e all’estero (Fondazione Rockefeller, International Social Security Association). Fra i suoi clienti troviamo anche le grandi imprese farmaceutiche Pfizer Europe et Merck and Dohme MSD. Ci si chiede se la signora Kickbusch agisca di propria iniziativa o su incarichi da parte di terzi.

20 Così sul suo sito internet: http://ilonakickbusch.com si può leggere «She served as senior advisor to the Swiss Federal Office of Public Health for development of the Swiss law on Health promotion and prevention.»

21 Annual Report, Graduate Institute, Global Health Programme, Geneva 2011, p. 20.